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Genitori e figli

Videogiochi. Che stile di gioco ha tuo figlio?

Il modo in cui tuo figlio interagisce nei videogiochi, quali sceglie e come gioca dice molto di come si rapporta con gli altri, come si sente e sta affrontando le sfide della crescita.

Quando si parla dei videogiochi on line o meno si fa sempre riferimento al rischio di sviluppare una dipendenza, soprattutto da parte dei più giovani. I rischi maggiori li corrono i ragazzi e adolescenti vulnerabili, che si isolano, non hanno amici. Chi ha difficoltà personali e relazionali o sta attraversando momenti difficili.

Diverse ricerche su questo tema hanno permesso di raggruppare i diversi giocatori in 3 grandi categorie:

1. Gli illusi-delusi

da sé, gli altri o il mondo e per questo si possono sentire delle vittime. Sono i giovani ribelli, spesso con atteggiamenti provocatori e oppositori. Il mondo dei videogiochi è il luogo in cui riscattarsi, ottenere potere e stima di sé. Preferiscono giochi “sparatutto” (Killer) e quelli dove bisogna conquistare territori o avanzare di livello (achiver).

2. Gli incapaci consapevoli.

Sono adolescenti, con bassa autostima, sfiducia nelle proprie capacità e che giocano online per non sentirsi soli. Il gioco in questi casi è la via più semplice per fare amicizia e socializzare. Ma così facendo non si mettono alla prova nella vita reale aumentando così il loro senso di inadeguatezza nella vita di tutti i giorni. Possono anche essere ragazzi che invitano a casa gli amici per giocare. In genere, il rischio di una dipendenza, in questo ultimo caso è minore rispetto agli altri.

3. Gli iper razionali o esploratori.

Sono giocatori a cui piace scoprire la meccanica del gioco andando quindi a scovare le parti più nascoste. Sono curiosi, attenti alle novità e studiano attentamente i dettagli dei giochi. Possono diventare dei veri e propri cultori dei videogiochi on-line, degli esperti. Anche loro però, dedicandoci così tanto tempo rischiano la dipendenza.

Va detto però che non tutti coloro che fanno uso dei giochi on-line ne diventano dipendenti. Non allarmiamoci subito quando vediamo i nostri figli giocare. Il gioco è un’attività necessaria in tutte le fasi della vita, non solo nell’infanzia, seppur in misura minore e in modi diversi. Ad esempio, per concedersi un po’ di riposo. 

Se ne diventa schiavi quando il gioco viene snaturato nel suo ruolo di svago e se ne perde il controllo. Per questo è importante dare delle regole precise, poche ma chiare, che lo aiutino a mantenere i videogames un divertimento, non una prigione. 

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